La musica dall’anima: Zé Galía

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Dal Brasile a Roma, la storia di Zé Galía è una storia di arte, passione e condivisione… e anche di oggetti che “sanno parlare”.

Nato a Porto Alegre, in Brasile, nel 1960, si è diplomato in chitarra classica presso il “Conservatório de Música Palestrina”, ha iniziato la carriera di compositore, cantante ed insegnante di chitarra.

Dottore in Economia, la sua anima però da sempre appartiene alla musica e all’arte come mezzo di espressione, dato che la sua attività spazia dalla musica, alla poesia, dalla produzione discografica, alla didattica.

A seguito del grande successo delle sue colonne sonore per le telenovelas di esportazione della TV Globo, nel 1985, ha realizzato il suo primo tour internazionale, che infine l’ha portato a stanziarsi a Roma.

Ed è qui che lo abbiamo conosciuto noi, essendo diventato cliente del nostro centro di Via Emo, nel cuore di Roma, dietro il Vaticano (fermata Cipro).

La sua innata capacità di comunicazione e l’empatia dei nostri ragazzi hanno fatto scattare la scintilla, e quindi vogliamo presentare anche a voi l’Artista, ma soprattutto la Persona.

Ciao Zé, da quanto tempo utilizzi gli spazi di Casaforte e perché ne hai sentito l’esigenza la prima volta?

Dal 2018. Viaggiando sempre per concerti e non avendo più la residenza in città, mi serviva un posto dove lasciare le mie cose.

Qual è il vantaggio/comodità maggiore che hai avuto dall’utilizzo di uno spazio Casaforte?

La posizione centrale del box e la comodità di carico e scarico con parcheggio interno.

Qual è la cosa che hai apprezzato di più da noi?

La professionalità del personale del centro.

Quando hai iniziato a fare musica?

Nel 1970.

Quanti strumenti suoni e cosa significano per te questi strumenti?

Chitarra e cavaquinho. Sono i miei compagni di vita professionale. Sono sempre con me. 

Cosa pensi avresti fatto se non avessi avuto successo con la tua arte?

Lavoro con concerti, con l’insegnamento di musica ed economia. Credo che ogni forma di lavoro, se fatto con arte e passione, possa portare ad un successo personale.

Sei un grande comunicatore, cosa pensi la società di oggi non abbia capito o dovrebbe comprendere?

Nel nuovo mondo dell’ algoritmo social e della finta apparenza, credo che le persone dovrebbero riscoprire l’individualità ed il valore unico di ogni essere umano.

Cosa serve per farsi ascoltare?

Capire con chi si sta parlando. Che tipo di linguaggio capisci. Quando il messaggio non arriva, non è mai per colpa di chi lo riceve.

È più importante ascoltare o farsi ascoltare?

Senza imparare bene l’arte dell’ascoltare, difficilmente si riuscirà ad avere successo nel farsi ascoltare.

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